Abbatti più birilli possibili
ETA’ CONSIGLIATA = 10+
NUMERO GIOCATORI = 1
REGOLAMENTO
Una volta posizionati tutti i birilli sui relativi segni, si avvolge la corda sulla parte nera dello stelo della trottola, si appoggia quest’ultima sul fondo e si fa passare la corda nell’apposita fenditura.
Mentre con un dito si tiene la trottola in posizione, con l’altra mano si tira vigorosamente verso di sé l’impugnatura della funicella.
I birilli possono valere 1, 2 o 3 punti a seconda del numero minimo di porte che vanno attraversate per abbatterli.
Ovviamente vince chi fa il punteggio più alto
STORIA
Si tratta di un tipico gioco della Val d’Ultimo (Alto Adige) il cui nome deriva dal tedesco “rumpeln” che significa “chiasso”, in riferimento al rumore che emette la trottola girando.
Il primo menufatto risale al 1930 e, dopo anni di abbandono, è tornato in voga da quelle parti negli ani ’80.
Se ne possono trovare eseplari anche in Svezia, Turchia e Arabia Saudita.
Anche se non ne abbiamo trovato nessuna prova documentale, il Rumpler assomiglia moltissimo al gioco conosciuto come “trottola olandese”, risalente al secolo XVII e così chiamato perché veniva utilizzato come passatempo nei bordelli olandesi in attesa del proprio turno.
Guardando la meccanica dei due giochi, le similitudini appaiono evidenti
LA STORIA NELLA STORIA
Dietro questo pezzo poi c’è una storia molto particolare:
nel 2021, alla riapertura delle attività dopo il lockdown dovuto al Covid-19, alla fiera di Carignano, un signore con la moglie si é avvicinato per chiederci se volevamo esporre un vecchio gioco in legno che aveva in cantina.
Al nostro si, si é allontanato e dopo poco minuti ce l’ha portato.
Si trattava di questo bellissimo gioco con trottola e birilli (in Trentino si chiama Rumpler) che volevamo costruire ma che ancora non avevamo trovato il tempo di fare.
Quando abbiamo cercato di accordarci sulla restituzione il signore ce l’ha gentilmente donato dicendo di preferire che venisse usato anziché lasciarlo a prendere della polvere.
Un gesto che ci ha lasciato di stucco!
Ancora oggi, quando racconto la storia ai tanti visitatori che ci giocano, non riesco a non emozionarmi.
Per questo, pur essendo l’unico gioco non costruito da noi, è uno dei pezzi ai quali siamo più affezionati.

